TOPICI

“LA SANGUE PER LA PATRIA”, Iª e IIª GUERRA MONDIALE

Pietro Gioppo-Marangòn, appare nell`albero genealogico morto in Russia, probabilmente in Stalingrado; Pietro Gioppo, soldato dell`Esercito Italiano inviato al fronte di battaglia nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale da dove mai più ritornò. Dichiarato disperso. Giovanni Gioppo-Vergerio, morto nel frente di battaglia nel 1916,durante la Prima Guerra Mondale,il suo nome è iscritto nel Libro d`Oro d`Italia, come caduto in combattimento.

 

GIORNATA MONDIALE DEI GIOPPO

Un giorno imporante per tutta la famiglia Gioppo è il 21 di Giugno del 1630; fu il battezzo di Maddalena Gioppo, momento storico, e di celebrazione ufficiale della  “Giornata Mondiale della Famiglia Gioppo”, si commemora il 374º anniversario con un brindisi di buon vino; Festeggiamo così, la tragettoria di questa secolare Famiglia, con la speranza che le nuove generazioni conoscano la storia, gli esempi di vita, le propie radici, e che la memoria presente non spenga il ricordo di quella data.

 

MARGARIDA CARRETA GIOPPO

Potrebbe essere il cognome Caretta o Carreta però importante è che sempre assieme ai Gioppo fin dal principio della immigrazione Italiana in Brasile in Morretes (Paranà); là nel 1880, quando la visita dell`Imperatore D. Pietro IIº, appare un lìder chiamato Antonio Carreta, con altri Italiani, che chiede agli “Augusti” nella loro visita alla provncia del Paranà, una miglioria delle condizioni di vita: costruzione di una scuola, un sacerdote italiano che venisse ad accompagnare gli immigranti della “Colonia Nuova Italia”, così come la costruzione di una strada pubblica, conforme al OFIZIO. Sua figlia Margherita Carreta conobbe e poi sposò a Giuseppe Gioppo. Dopo alcuni anni, nel 1910 traslocano a Uniao da Vitoria, grazie alla grande propaganda del Governo nella disribuzione di terra agli immigranti, vicino alla linea della ferrovia, di S. Paolo Rio Grande.

 

Piazza Gioppo” in fase di conclusiones

Le opere di ristrutturazione della piazza Dona Margarida Carreta Gioppo, nel quartiere Gioppo, vanno a ritmo accellerato. Questo mercoledì, la impresa contrattata ha concluso la istallazione del parco-giochi, in quanto le scuadre di servizio della Municipalità ultimavano le opere di pavimentazone e giardinaggio.

Questa piazza, ed anche le vie Josè Gioppo, Moema, Elias Abdala, Maria Deomar da Costa Neves e Cid Gonzaga ( che uniscono il quartiere Gioppo con il centro città), tutte recuperate con asfalto, saranno inaugurate il próximo mercoledì 19 aprile 2006.

Nell`evento ci sarà la particiazione dei congiunti di musica della Casa della Cultra e dopo le solennità della inaugurazione, i periodisti di Radio Cazador FM, faranno una festa con la popolazione locale. L`inaugurazione sarà di fronte alla piazza, al lato del ponte Mandelli.

Il Municipio di Cazador hai nvestito circa 300.000 Reis (120.000 US$) nelle opere che appuntano a una migiore condizione, con la revitalizzazione della piazza che fu inaugurata nel 1994, ma da alcuni anni completamente abbandonata.
La piazza sta guadagnando anche camminerie, giochi e lampioni nuovi.

Municipio inaugura opere nel “Quartiere Gioppo”

Il Sindaco di Cazador, Saulo Sperotto, anunciò oggi (10-4-2006) che le opere di recuperazione delle vie del Quartiere Gioppo e la Piazza Dona Margarida Carreta Goppo che si sta rinnovando,sarano inaugurate il giorno 19 aprile, mercoledì alle 19,30.
Son state ricuperate con asfalto le vie Josè Gioppo, Moema, Elias Abdala, Maria Deomar da Costa Neves e Cid Gonzaga che uniscono il quartiere con il centro cttà.

L`evento contarà con la participazione dei congiunti musicali della Casa della Cultura, e dopo la solenne inaugrazione i locutori di Radio Cazador FM, faranno una festa con la popolazione locale.
La inaugurazione sarà di fronte alla piazza, al lato del ponte Mandelli.

Il Municipio di Cazador ha fatto una inversione di circa
R$ 300.000 ( 120.000 US$), che prevedono migliorare le condizioni del traffico nelle vie del quartiere ed anche offrire un luogo piacevole con la ristrutturazione della piazza che fu inaugurata nel 1994 ma da alcuni anni era stata completamente abandonata. La piazza guadagna adesso camminerie, giardini, parco-giochi e lampioni.

Nella riunione realizzata oggi fra il Sindaco Saulo Sperotto ed il Vice-Sindaco Lucir Christ ed il Secretario di Infrastruttura Davi Pulkow, anche si è definido che al finire le opere del Quartiere Gioppo, le squadre della Municipalità cominceranno la pavimentazione con asfalto delle vie Deoclides Pedro Bom e anche Eduardo Bento,nel quartiere Berger, che già sta ricevendo il lavoro di base.
Queste strade saranno pavimentate attraverso il sistema di pagamento anticipato del 50% del costo.

Sperotto spera che prima della finalizazione delle opere delle vie Deoclides Pedro Bon e Eduardo Bento, la “Cassa Economica Federale” abbia già liberato le risorse finanziarie per il rifacimento della via Luiz Tortatto, che sta rifacendosi con nuevo progetto. “ Il nostro obbiettivo è non fermarci con l`asfalto, ma continuare con il lavoro di pavimentazione, ed attendere anche altri quartieri che da anni aspettano questo beneficio”, affermò il Sindaco.

Collaborazione di:
Joao Pedro Carneiro Gioppo- Cazador- Santa Caterina- Brasile.

 

DIFFICOLTA DEI PRIMI IMMIGRANTI ITALIANI NEL PARANÀ- BRASILE

 Molti sono stati i problemi dei primi immigranti che furono ubicati nello stato del Paranà nelle località di Morretes e Alexandria.

La colonizzazione della pianura litoranea del Paranà con immigranti Italiani, nella seconda metà del secolo XIX, non fu assolutamente efficace. Gli immigranti procedenti da regióni di clima freddo, no sopportarono il calore tropicale ed excesivamente umido della bassa pianura dove furono localizzate le varie colonie.

Anche se tentavano, non riuscivano a coltivare i prodotti agricoli tradizionali del propio paese di origine.

In più, le povere condizioni di abitabilità delle abitazioni e l`eccesso di malanni e malattie presenti, si sommarono al disgusto e calamtà della situazione in cui furono collocati.

Disillusionati chiesero provvidenza agli Ammnistratori della Provincia, per lo meno per avere la possibilità di essere ripatriati all`Italia. Per cercare di risolvere la situazione dal Presidente della Provincia, fu desposta la creazione di nuove colonie nei dintorni di Curitiba, traslocando i colonizzatori dal litorale verso l`altopiano, dove le condizioni climatiche erano più favorabili; con questa intenzione si cercò di minimizzare gli effetti della drammática situazione esisente nel litorale del Paranà, dove gli immigranti che non possedevano lotti di terra dimarcati, vivevano in cascine senza pulizia, sprovviste di alcuna condizone higiénica. Esalavano un odore insopportabile, nauseabondo, e giornalmente vagavano di capanna in capanna; l`alimentazione provvista era di péssima qualità.

La morte mieteva principalmente i bambini più piccoli. (Diario del Comercio, 13.3.1891)

 

Passati i momento iniziali di miseria nella nuova Patria, gli immigranti Italiani in Brasile vinsero la crisi della fame e della povertà estrema.Uscirono dall`Italia dovuto allo stato di penuria nella quale vivevano, mentre la povertà in Brasile sembrava avere un sapore diverso!...

Nella nuova terrai  coloni avevano bisogno di soldi, manufatture e servizi diversi. Il denaro era necessario per pagare il medico, la farmacia e ugualmente il Prete.

Avevano bisogno di condizioni nelle quali potessero vivere con un minimo di conforto.Superarono definitivamente la fame e la sub-alimentazione.

In Brasile, gli immigranti potevano adesso disporre di quello che era appena un privilegio della borghesia in Italia, come per esempio alimentarsi di latte, uova, burro, carne fra le tante cose.

La “polenta e minestra” continuarono come alimenti essenziali, però adesso già senza problemi: la polenta accompagnata con altri piatti non causava più la “pellagra”, ossia la avitaminosi.

Per chi lavorava l`agricoltura, la prima colazione si prendeva prima del chiarore della giornata, era composta di caffè, latte, pane al burro, formaggi e “polenta brustolà ”, tostata nel focolaio a legna o al forno. Il pranzo si portava dal contadino nei campi, e la cena si ripeteva con lo stesso di mezzogiorno.

Gli alimenti rimanenti del giorno si approfittavano per fare la minestra  che era servita come primo piatto e a seguito la polenta, carne, uova , verdure e formaggi.

Apprezzato anche il piatto di “fortaia”, ossia frittata di uova con sale, pepe, farine e cipolla e cipollina.

Cominciarono a scrivere ai parenti e amici affinchè emigrassero.

Cominciarono a “…fare l`America.!”

 

Bibliografía:
Bigarella, Joao Josè.
Frammenti di un mosaico etnico. Sussidio alla storia dei:
Bigarella, Sordo, Palm,Koehler,Hertel e Schaffer.
Joao Bigarella – Curitiba 703 pp.: il …pag. 488
Bigaella 2001. “ Colonizacao Italiana, Trentina e Alemà”